Porno: “Il più grande errore della mia vita” -Mia Khalifa

L’ex attrice ha spiegato come il mondo del porno abbia complicato la sua vita, e di quanto si senta frustrata dal suo passato. 

Mia Khalifa è uno dei più grandi ‘misteri’ dell’industria pornografica degli ultimi anni. È stata nel settore soltanto per tre mesi, alla fine del 2014, e ha girato soltanto 12 scene, ma nonostante questo ancora oggi rimane una delle performer più cercate sui principali aggregatori. Da cinque anni ha completamente abbandonato il porno, e da allora si è sempre mostrata restia a rilasciare dichiarazioni sul suo passato. Almeno fino allo scorso 4 agosto, quando sul canale YouTube della sua life coach, Megan Abbott, è stata caricata una lunga intervista in cui Khalifa sviscera ogni aspetto di quella decisione.

Il più grande errore della mia vita“: è così che Khalifa descrive quel periodo.

In altre interviste Mia ha rivelato anche che c’è stata anche una pressione da parte dei produttori a continuare il lavoro di porno-star anche quando non voleva più.

Dopo aver ripercorso l’infanzia e l’adolescenza—le discriminazioni subite dopo l’11 settembre per le origini libanesi, la voglia di ribellarsi a una famiglia che non si adattava allo stile di vita americano, i problemi nell’accettare il proprio fisico—Khalifa racconta del modo inconsapevole e rapido con cui è entrata in contatto con l’industria del porno. Nel 2014 si era trasferita a Miami, e un talent scout l’aveva notata per strada, lasciandole l’indirizzo di un’agenzia che gestiva pornostar. “I suoi apprezzamenti mi avevano colpita, e decisi di vedere cosa mi proponevano. Mi ripetevano tutti quanto fossi carina, e in quel momento sentivo un gran bisogno di attenzione maschile. Mi sono detta ‘sarà il mio piccolo segreto indecente’.”

Dopo un paio di mesi, Mia girò la scena che l’ha resa iconica nel mondo del porno: un video in cui fa sesso indossando un hijab.

“Già prima di quella scena ero preoccupata del modo in cui stava cambiando la mia vita , perché alcuni amici avevano scoperto che facevo porno, ma dopo quel video le cose sono degenerate. Tutti i media nazionali e internazionali ne parlavano, sono stata ricoperta di critiche, alcuni paesi musulmani mi hanno messo nella lista delle persone non gradite, e l’ISIS ha pubblicato un mio fotomontaggio con la testa mozzata.”

L’ex attrice parla di quel periodo con grande rammarico: nonostante avesse abbandonato il porno subito dopo quella scena, l’attenzione attorno a lei cresceva continuamente. Racconta di quanto sia stato difficile trovare un nuovo impiego—”per alcuni mesi ho lavorato in uno studio di consulenza assicurativa, e tutti gli uomini dell’ufficio mi conoscevano. È stato umiliante”— e di quanto fosse difficile avere una vita sociale normale. Non poteva uscire di casa senza essere riconosciuta, e il modo in cui gli uomini la guardavano e si prendevano confidenze, anche fisiche, la faceva sentire mortificata. “Per anni mi sono rinchiusa in casa. Pensavo: ‘questa persona sconosciuta mi ha visto nuda, e adesso si aspetta di avere un contatto con me solo perché ho fatto la pornostar’. Col tempo la mia più grande paura è diventata quella di non riuscire ad essere altro se non l’ex pornostar.”

L’intervista prosegue spiegando come Mia stia cercando di venire fuori da questa situazione, con la terapia e il lavoro (da anni si occupa di commento sportivo).

Lavorare anche per breve tempo nell’industria pornografica è un evento da cui una persona fa fatica a distaccare la propria immagine—quanti altri lavori conoscete che ti marchiano così tanto?—anche quando questa fa di tutto per sottrarvisi. 

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