Che tipo di società produce i Weinstein? Una mia dolorosa riflessione. 

“Alle ragazze bisogna dire: se volete essere chic e moralmente superiori, datela il più possibile, concedetevi ai losers, agli emarginati, ai neri che vendono fazzoletti ai semafori, agli ‘ultimi’. Anche a costo di andare contro certi vostri istinti”.

Prima di andare avanti fatemi dare contesto a questa frase.

Valentina Nappi, classe 1990, è un’attrice porno, di origini napoletane; lanciata da Rocco Siffredi. Il giornale il Corriere le ha chiesto, via mail, che opinione si è fatta del caso Harvey Weinstein,  l’ex boss della Miramax al centro del ciclone per  le numerose accuse pubbliche di aver molestato e aggredito sessualmente molte attrici ad Hollywood. 

Il Corriere: Che tipo di battaglia è questa contro Weinstein?

Valentina: “Il caso Weinstein può essere uno spunto per discutere del rapporto fra “accesso alla carne femminile” e posizionamento sociale. Oggi dovremmo innanzitutto chiederci questo: “è bene, è giusto, è razionale, è utile che in una società avanzata il sesso femminile continui ad essere merce di scambio come in passato?” La risposta antisessista io credo debba essere “no”. Ma è illusorio pensare che il sesso femminile possa cessare di essere merce di scambio se persiste una situazione in cui c’è scarsa disponibilità (ciò che è risorsa scarsa è giocoforza merce di scambio, in un modo o nell’altro). Viceversa, se ci fosse disponibilità, se anche l’operaio (e non solo il ‘boss’ della situazione) avesse la possibilità di essere soddisfatto, allora meccanismi come quelli in gioco nel caso Weinstein perderebbero completamente ogni significato (che senso avrebbe usare la propria posizione per ottenere quello che tutti hanno a portata di mano?)”.

Valentina continua: “Alle ragazze bisogna dire: se volete essere chic e moralmente superiori, datela il più possibile, concedetevi ai losers, agli emarginati, ai neri che vendono fazzoletti ai semafori, agli ‘ultimi’. Anche a costo di andare contro certi vostri istinti. Bisognerebbe far diventare la carne femminile sempre più ‘cheap’, finché non diventi illimitamente attingibile come l’aria. È chiaro che non possiamo realizzare un regime totalitario che obblighi tutti a far sesso con tutti. Però abbiamo l’arma delle mode, dell’influenza che i media possono avere sulla psicologia di massa: possiamo far passare l’idea che sia cool essere come Valentina Nappi e che sia invece out essere sessualmente selettive. Alle ragazze bisogna dire: se volete essere chic e moralmente superiori, datela il più possibile, concedetevi ai losers, agli emarginati, ai neri che vendono fazzoletti ai semafori, agli ‘ultimi’. Anche a costo di andare contro certi vostri istinti (l’attrazione femminile per i ‘vincenti’ e la tendenza a controselezionare i losers è riprovevole, ma purtroppo è naturale). È necessario dunque riscoprire, anche nell’attrazione sessuale, il bello di essere controistintivi".

La ricetta della Nappi per prevenire casi come quello di Weinstein é di “iper-sessualizzare” ancora di più la nostra società. Rendere il sesso così accessibile che non è più desiderato.   

Credo che la domanda che dobbiamo invece porci davanti a questi crimini è: che tipo di società produce i “Weinstein”? Perché più di 12 milioni di persone nel mondo hanno usato #MeToo (anche io) sui social per denuncia abusi ricevuti?

Una società “pornificata”.
Il porno insegna i nostri ragazzi a valorizzare le donne solo per la loro sessualità e disponibilità. Il porno insegna che “no” non è "no" se insisti. Il porno insegna che alla donne piace il sesso violento. Una società che esalta lo stile vita playboy e applaude i ragazzi che riescono a portarsi a letto tante ragazze. Sono pochi quelli che nuotano controcorrente. Il 74% giovani in Italia é navigatore abituale di siti pornografici. 

Non conosco personalmente il Sig. Weinstein, non posso dire se usava o no pornografia, ma le statistiche non mentono...

Un’analisi nel 2015 di 22 studi in diverse nazioni ha rivelato che l’uso della pornografia era associata con l’aumento di abusi verbali e fisici negli uomini e donne. L’88% delle scene nei film porno più visti su internet contiene violenza fisica. L’87%  degli atti aggressivi era verso le donne.

Abbiamo bisogno di più sesso e meno pornografia. Sesso vero e intimo racchiuso in un patto d’amore. Abbiamo bisogno di giovani che rifiutano il porno perché vogliono cose autentiche e intime. 

Revolution now!
Antonio Morra